“Diario di bordo” del pellegrinaggio associativo dell’anno 2015 – di Marco Donati

L’UGC Pavia in visita al Piccolo Cottolengo di Tortona, 14 Giugno 2015

di Marco Donati

Per tanti amici dell’Unione Giuristi Cattolici di Pavia, diversi dei quali con famiglia al seguito o scortati da qualche gradito “infiltrato”, l’esperienza comunitaria del pellegrinaggio associativo 2015 sarà difficile da dimenticare: per l’affiatamento della compagnia, per l’eccentricità della destinazione, per la particolarità e la diversità (parola abusata, di questi tempi) degli incontri vissuti. D’altronde, se si sceglie come meta di un pellegrinaggio il Santuario della  Madonna della Guardia in Tortona, fondato da un santo assolutamente non convenzionale come Don Orione, ed il Piccolo Cottolengo annesso non si può non ritrovarsi catapultati in un contesto assolutamente “differente”.

Partenza da Pavia alle 8.15 circa, cielo coperto, ma clemente; arrivo per le 10 circa, facilitato dalla visibilità della Statua gigante della Madonna delle Pentole Rotte che troneggia sulla Torre del Santuario e che è facile avvistare fin dall’autostrada. Alcuni momenti di fraternità ed eccoci in Santuario per la Santa Messa domenicale. Ad un primo sguardo colpiscono la nobile semplicità e la maestosità neogotica dell’architettura slanciata di questo tempio, costruito a costo di innumerevoli sforzi e sacrifici da Don Orione e dai suoi chierici. Notiamo qualche ragazzo ospite del Piccolo Cottolengo tra i banchi e ascoltiamo attentamente l’omelia del Rettore, che al temine della celebrazione ci invita a vivere nel Signore questo nostro pellegrinaggio “diverso”, come un’immersione nella dimensione della Carità. Sulla scorta perciò dell’invito rivoltoci, usciamo dal Santuario seguendo suor Francesca, volendo prolungare quella Carità ricevuta nell’Eucaristia con la visita a quella che più che essere una struttura di ricovero si presenta come vero Tempio della Carità: il Piccolo Cottolengo.

Ci viene spiegato che la struttura accoglie in prevalenza minori portatori di patologie gravi, provenienti da tutta Italia, per un totale di 42 ospiti. Veniamo divisi in due gruppi per essere condotti all’interno. Una infermiera veramente cordiale e generosa nel dedicarci tante attenzioni e disponibilità ci guida attraverso i vari ambienti sempre accompagnata da Alice, una bambina Down dolcissima, vivacissima e visibilmente furbacchiona. Così visitiamo le camerette dei ragazzi (pulite, accoglienti), i punti di raccolta, attraversiamo colorati corridoi e per la prima volta incontriamo loro, i piccoli ospiti. Sono in prevalenza ragazzi spastici, ma anche microcefali, idrocefali, deformi, la maggior parte ben sistemati su una sedia-supporto specifica, altri nel loro lettino-barella. Evidente la gravità delle patologie, ma anche il contrasto con l’aspetto prevalentemente sereno di questi ragazzi, curatissimi, considerati e trattati con ogni riguardo e rispetto e accuditi veramente come dei piccoli Re dalle infermiere, dai volontari, dalle suore. In molti tra noi si sono avvicinati e li hanno potuti accarezzare. La nostra accompagnatrice ci ha raccontato le storie di alcuni di loro; tra le altre quella di Anna, una bambina con evidenti segni di spasticità e molto introversa, per la quale il ricovero si era reso necessario a causa della morte improvvisa in un incidente stradale della mamma, che si era sempre presa cura di lei. Mentre ci veniva raccontato brevemente di Anna, di altri due ragazzi e di Paolo (l’ospite più anziano della struttura, 41 anni), abbiamo potuto notare che nella sala adiacente c’erano anche dei parenti in visita. Personalmente mi ha colpito profondamente vedere poco più in là un padre seduto accanto a suo figlio disteso sulla barella-lettino (a un’occhiata superficiale più grave degli altri pazienti). La nostra presenza aveva attirato la sua attenzione e ci fissava senza cambiare posizione, restando con la mano sulla spondina della barella. Ci guardava, ma con quanto dolore! Non era fastidio il suo, né indifferenza. Per un po’ ho sostenuto il suo sguardo, per un fatto di umanità, per partecipazione, anche se era più facile seguire la tentazione della via compassionevole, ma poco cristiana di abbassare la testa e di voltarsi altrove (ed il panorama su cui indirizzare lo sguardo era vasto e vario). Quegli occhi a me hanno parlato, dicendo così: “Se siete qui non è da tutti, per questo dovete essere persone un po’ diverse da molte di quelle che si trovano là fuori; ma voi presto uscirete, io invece rimarrò; voi provate tenerezza e compassione, ma la vostra è una visita, qui invece c’è tutto l’amore e il dolore della mia vita. E questo dolore voi non lo potete immaginare, non per colpa vostra, ma semplicemente perché non vivendolo non lo potete capire”. Don Orione soleva dire che le porte del Piccolo Cottolengo avrebbero dovuto essere aperte a chiunque provasse un dolore, indipendentemente dalla sua fede, cultura, appartenenza. Questo perché il dolore –ogni dolore- è un puro fatto umano. Anche se l’esperienza del dolore a volte porta all’incomunicabilità e la stessa nostra umanità si trova spesso in difficoltà nel fronteggiarlo, a comprenderne la natura o nel farsi prossimo di chi ne è investito, il nostro potenziale umano di comunione e compartecipazione (di compassione, nel senso etimologico e più alto del termine), ci porta naturalmente ad interessarci e a condividere il dolore altrui. Se vista in ottica cristiana, quella che è una disposizione profonda dell’animo umano orientato al bene si trasforma in un farsi carico dell’altro come Cristo Buon Samaritano e in un com-partecipare alle sofferenze dell’Innocente che con il suo Sacrificio ripara il male, cioè i peccati, del mondo. Questa può essere l’unica spiegazione, una spiegazione necessariamente di fede, al perché di tanta sofferenza, anche per un padre così duramente provato; la stessa nostra umanità geme mendicando una risposta che non si può dare da sola, perché la domanda su senso, significato e valore del dolore (specie se innocente) travalica per essenza i limiti costitutivi sia dell’esperienza sia della ragione. E’ in quest’ottica e con questa consapevolezza che abbiamo proseguito la nostra visita verso la stanza in cui erano radunati i bambini più piccoli, un “reparto di terapia intensiva”, come qualcuno lo ha definito, veramente all’avanguardia: questa sofferenza non può non avere un valore e lo stesso Don Orione vedeva in questi bambini “i parafulmini della società”, gli innocenti associati alla Passione riparatrice di Cristo, unico Redentore. La maggior parte di questi bambini, stupendi piccoli Re affetti da gravi patologie, non potendosi alimentare autonomamente, come anche molti altri ospiti, lo erano tramite PEG. Successivamente abbiamo potuto vedere la vasca da bagno speciale utilizzata per lavare i piccoli pazienti, la stanza per la musicoterapia e quella per il relax, dotata anche di materassi ad acqua. A seguire, riunitisi i due gruppi, recita dell’Angelus tutti insieme nella stupenda cappellina della struttura, dalle luminose vetrate, e ottimo pranzo conviviale.

Nel pomeriggio abbiamo potuto invece visitare più estesamente il Santuario della Madonna della Guardia, introdotti da Piero, che ci ha raccontato sia la storia del Santuario, sorto in seguito a un voto fatto dal quartiere di San Bernardino durante la Grande Guerra e suggerito alla popolazione da Don Orione, sia molti aneddoti relativi al Santo, allievo di Don Bosco, aiuto dei giovani poveri e abbandonati e instancabile operatore di ogni genere di carità verso poveri, sofferenti e malati, nonché ardente missionario. Dopo aver affidato le nostre intenzioni di preghiera a Don Orione, alcuni coraggiosi sono saliti sulla Torre fino alla gigantesca statua della Madonna, per contemplare dall’alto il panorama su pianura e colline, per poi ridiscendere in cripta e in Santuario per il canto dei Vespri e un momento di Adorazione.

Ed è proprio con l’Adorazione che si è concluso il nostro pellegrinaggio: di fronte a Gesù nell’Ostia Santa, fonte di ogni Carità e Redentore, l’Agnello di Dio immolato che toglie i peccati del mondo, unico Innocente che associa nella riparazione infinita di amore che offre al Padre i suoi figli innocenti e più amati, le cui vite sono le più sante agli occhi di Dio e le più utili alla salvezza del mondo.

Pillola del giorno dopo, la lettera del Presidente Ferraresi a La Provincia pavese

 

Il bene viene punito e il male premiato. Condividiamo la lettera del nostro Presidente a La Provincia pavese, sull’infermiera di Voghera “mediaticamente lapidata” per aver negato la pillola del giorno dopo a due ragazze.

Qui la notizia: http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2014/10/05/news/infermiera-nega-pillola-del-giorno-dopo-1.10057901

 

Caro Direttore, credo che la vicenda dell’infermiera di Voghera, che ha negato la “pillola del giorno dopo” a due ragazze, vada affrontata sul piano etico, scientifico e giuridico. Su quello etico, nessuno può essere costretto a compiere un atto che possa comportare la soppressione di una vita umana. Su quello scientifico, la decisione dell’Agenzia del Farmaco di togliere dal bugiardino della pillola ogni riferimento a possibili effetti abortivi è sotto giudizio dinanzi al Consiglio di Stato: si legga l’ordinanza n. 4057/2014. Su quello giuridico, il diritto all’obiezione di coscienza è contenuto nella legge sull’aborto (art. 9), nel codice deontologico degli infermieri (art. 8) e ha rilevanza costituzionale (si v. Corte cost. n. 35/1997). Il Comitato nazionale per la Bioetica con nota del 28.5.2004 sulla “contraccezione d’emergenza” ha sancito come legittimo il rifiuto degli operatori sanitari di somministrare la pillola in questione. Ritengo dunque condivisibile e legittimo il comportamento dell’infermiera.


Marco Ferraresi, Presidente Unione Giuristi Cattolici di Pavia

 

Oltre la cura: i diritti del bambino malato – tutti i materiali

 

Facendo seguito al Convegno interdisciplinare del 19 ottobre, un vero successo per le relazioni scientifiche, per l’abbondanza (ordinata e interessata) di pubblico, per gli apprezzamenti ricevuti, oltre che per la visibilità esterna del tipo di impegno che i Giuristi Cattolici vogliono promuovere a gloria di Dio, a salvezza delle anime, per il bene comune, pubblichiamo una serie di materiali messi gentilmente a disposizione dagli Autori.

Comunicato 15.10.13 (comunicato stampa)
Agnoli breve (di Francesco Agnoli)

 

Questo convegno è stato, nelle intenzioni degli organizzatori, l’inizio di un progetto per una promozione più organica, a Pavia, dei diritti dei nascituri e dei bambini.

 

Convegno accreditato interdisciplinare – Oltre la cura: i diritti del bambino malato

 

Sabato 19 ottobre p.v., dalle ore 9 alle 14 presso l’Aula del ‘400 dell’Università di Pavia, avrà luogo il convegno “Oltre la cura: i diritti del bambino malato”, organizzato da UGC Pavia e dalla Chirurgia Pediatrica del Policlinico S. Matteo ed accreditato per i professionisti forensi per un totale di 5 CFP.

Qui il programma dettagliato dell’evento: I diritti del bambino malato – programma

Iscrizioni gratuite, tramite comunicazione all’indirizzo email dott.ferraresi@gmail.com .

 

Alla Marcia per la Vita 2013

 

In “rappresentanza” della nostra Unione, Ilaria Pisa ha preso parte alla manifestazione (organizzata da Famiglia Domani, Fondazione Lepanto, MEDV e diverse altre sigle) che ha avuto luogo in Roma domenica 12 maggio 2013: la Marcia per la Vita, ormai giunta alla sua terza edizione.

Qui alcuni articoli di resoconto.

Qui alcune foto scattate tra la sera dell’11 (veglia tradizionale di preghiera presso la basilica dei SS. Apostoli) e la giornata del 12 maggio.

 

Mostra “Che cos’è l’uomo perché te ne ricordi?”

Si aprirà prossimamente anche a Pavia la bella mostra “Che cos’è l’uomo perché te ne ricordi?”, sul celebre medico e ricercatore Jérome Lejeune, portata nella nostra città dai ragazzi di AteneoStudenti. Per scoprire e apprezzare una figura giustamente celebre per il suo apporto scientifico allo studio della Sindrome di Down, e per la sua battaglia a favore della Vita.

La mostra, patrocinata da varie istituzioni, è stata realizzata anche con la nostra collaborazione UGC.

Lunedì 29 aprile p.v., alle ore 11.30, la conferenza stampa inaugurale presso il Palazzo Mezzabarba, in occasione della quale la delegata UGC alle comunicazioni sociali Ilaria Pisa riporterà le forti motivazioni di una collaborazione a favore di una cultura della Vita.

Questa la locandina della mostra e dell’appuntamento introduttivo di martedì 30 aprile:

Giancarlo Bertolotti, apostolo della Vita

Citazione

 

Si apre la causa di beatificazione del Servo di Dio Dott. Giancarlo Bertolotti (1940 – 2005): qui sotto l’articolo dedicatogli da Il Cittadino di Lodi.

“Gino” Bertolotti

Il ricordo del medico presto beato è ancora molto vivo nelle testimonianze di alcuni nostri Associati:

Come famiglia siamo particolarmente lieti per questa notizia. Giancarlo Bertolotti ci ha sempre incoraggiato nell’affrontare gravidanze e parti che per mia moglie sono sempre state complicati. Al quinto parto cesareo la responsabilità di tagliare e ricucire è stata tutta di questo medico cristiano la cui memoria è ancora vivissima in noi.
Fam. Dainotti

Il Dr. Bertolotti era il ginecologo di mia moglie. Ha aiutato nel 2000 mio figlio a venire al mondo con una manovra particolare. A dire dell’ostetrica presente (Sig. Salvadori), la manovra era complicata e non semplice da compiere. Il Dr. Bertolotti era pienamente padrone del parto e partecipò con noi alla gioia di una nuova vita. Il Dr. Bertolotti prima ancora che un medico è stato e sarà sempre un Amico. Era molto affezionato alla sua mamma… rimase molto turbato quando mancò. Ricordo  che quando vi fu occasione mi parlò di suoi pazienti dove il Signore  dall’alto del cielo gli ha teso la sua mano… Lui stesso faceva fatica a capacitarsi di come a fronte a casi “impossibili” , trovasse la strada giusta. Del Dr. Bertolotti porto nel cuore il suo sorriso, la sua preoccupazione di poter aiutare tutti e lo sguardo dei suoi occhi. Il messaggio che mi ha lasciato: l’amore vero, sincero e incondizionato per la vita.
Pietro Ramaioli

Infine, riproponiamo la straordinaria testimonianza dei coniugi Giuseppe e Cristina Clini, intervistati dal nostro Presidente per il mensile Servi della Sofferenza (gennaio 2011): anche il Dott. Bertolotti ne è infatti protagonista.

Abbiamo creduto al dono della vita

Servizi video

 

Dall’Ufficio comunicazioni sociali del Comune di Pavia:

– il servizio sul Corso per immigrati: cliccare qui (con interviste all’Assessore, Pier Sandro Assanelli, al Presidente UGC Pavia, Marco Ferraresi, al Segretario, Mariateresa Minniti, e a Luigi Vannella di Coop. ConTatto)

– il servizio sulla presentazione del libro di Max: cliccare qui (con interviste all’Assessore Pier Sandro Assanelli, a Elena Pagetti del Centro culturale Giulio Bosco, al Presidente UGC Pavia, Marco Ferraresi).